“Killing Salazar” con Steven Seagal e il suo toupé. Se avete altro da vedere è meglio

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Killing Salazar, 90 minuti Romania-USA

Per favore fermate Steven Seagal. Fermate lui e il suo toupè nero come la pece. Deve aver fatto debiti grandi quanto il debito italiano se deve continuare a recitare. Recitare è un verbo anche troppo generoso. Per favore fermatelo prima che diventi ancora più imbarazzante, come in “Killing Salazar” pellicola del 2016. Il film di per sè non è brutto è Seagal che è pessimo. Affannato, lento e stanco come un vecchio orso prima di andare in letargo. Ed effettivamente i commenti letti in giro per i vari forum smontano il film, gli attori e la produzione pezzo per pezzo. A me, dicevo, il film è anche piaciuto, oddio, diciamo che l’ho visto fino in fondo e meno male che esiste lo streaming, altrimenti sarebbero stati soldi buttati. La storia di questa cagata pazzesca è presto detta: i buoni che devono proteggere un cattivo da altri cattivi. In mezzo il Seagal della situazione che deve capire se qualcuno ha tradito e soprattutto chi ha tradito. In mezzo tante uccisioni, sangue, finto, a volontà, un po’ di amore, niente sesso siamo inglesi, e tanti effetti speciali che di speciale non hanno nulla. Il resto una pellicola da evitare se avete altro da vedere.

Francesco Cappello