Pelè, nascita di una legenda: dalle favelas alla legenda

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Mi piacciono i film biografici, sono intensi e hanno tutti una storia positiva al loro interno. Presentano degli eroi che raggiungono il loro scopo, per bravura o per culo, o fortuna non ha importanza. Per questo ho visto Pelè. Non sono uno sportivo e non mi interesso di calcio. Sono uno di quei tanti italiani che guardano, ogni tanto, le partite della Nazionale e che si emozionano quando c’è l’Inno Nazionale.

Pelè, nascita di una legenda è la storia del più grande calciatore di tutti i tempi, dichiarato patrimonio del Brasile per evitare che qualche squadra lo comprasse dall’estero. Pelè che si chiamava in realtà Edson Arantes do Nascimento era nato nelle favelas di San Paolo e insieme ad alcuni amichetti aveva la passione per il calcio e per le strade giocavano con un pallone fatto di pezze e stracci fin quando per un incidente non muore uno dei loro amici. Pelè è talmente scosso dall’evento che dà retta a sua madre e inizia a lavorare con il padre, ex calciatore infortunato in giovane età e che lavora come inserviente in un ospedale. Passa il tempo, passano gli anni ma la creatività di Pelè, il suo estro non muoiono e anche la madre cede alla passione del figlio e lo “autorizza” ad entrare in nazionale per giocare i mondiali del 1958. Quattro anni prima i brasiliani erano stati eliminati malamente e vivevano grave sconforto, Pelè, dall’alto dei suoi 17 anni riuscì a sollevare un popolo e a vincere la Coppa del Mondo. Il film si interrompe qui.